Collatio 18-3-2020

Isaia 61,5-9

Ci saranno estranei a pascere le vostre greggi
e figli di stranieri saranno vostri contadini e vignaioli.

Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore,
ministri del nostro Dio sarete detti.
Vi nutrirete delle ricchezze delle nazioni,
vi vanterete dei loro beni.

Invece della loro vergogna riceveranno il doppio,
invece dell’insulto avranno in sorte grida di gioia;
per questo erediteranno il doppio nella loro terra,
avranno una gioia eterna.

Perché io sono il Signore che amo il diritto
e odio la rapina e l’ingiustizia:
io darò loro fedelmente il salario,
concluderò con loro un’alleanza eterna.

Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,
la loro discendenza in mezzo ai popoli.
Coloro che li vedranno riconosceranno
che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.

In modo ancora più esplicito la visione prospettica delle promesse realizzate include il popolo nella grande mediazione di salvezza del servo: l’olio che ha consacrato il profeta renderà tutti coloro che si sono lasciati rigenerare dallo Spirito “sacerdoti del Signore, ministri di Dio”, luogo di attrazione “delle ricchezze delle nazioni”. Colei che aveva ricevuto “il doppio per tutti i suoi peccati” (40,2), ora è ricolmata, al posto della vergogna e dell’insulto, è donato il “doppio” di eredità, di ricchezze e di gioia intramontabile. Quella alleanza eterna che era stata promessa alla fine del Secondo Isaia (55,3) come frutto dell’offerta di sé del servo, ora si rinnova nella giustizia e nella fedeltà per una stirpe nuova, una discendenza disseminata nel mondo, la cui vita luminosa è un segno della benedizione di Dio davanti a tutti gli uomini (Gen 12,3; Mt 5,13-16).