Il Profumo

“EGLI STESSO TI CONSACRA CON IL CRISMA DI SALVEZZA

Dall’immersione battesimale, il cristiano non può che emergere tutto nuovo, “consacrato”. Scoprire il volto di Gesù sul fondo misterioso e oscuro delle acque, dentro anche i nostri vissuti più bui, e proprio laggiù lasciarsi avvolgere interamente dal suo amore, dal suo perdono, dalla sua vita donata… questo davvero ci apre ad una esistenza rialzata, risorta.

Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, ti ha liberato dal peccato e ti ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, unendoti al suo popolo; egli stesso ti consacra con il crisma di salvezza, perché inserito in Cristo, sacerdote, re e profeta, sia sempre membro del suo corpo per la vita eterna”.

Celebrare la nascita ed essere costituiti figli significa ritrovarsi associati al popolo dei credenti, rivolti gli uni verso gli altri come fratelli e sorelle.

Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!
È come olio profumato sul capo, che scende sulla barba,

sulla barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste.
È come rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion.
Là il Signore dona la benedizione e la vita per sempre.

(Salmo 133)

Allora il “profumo” del cristiano consiste innanzitutto proprio in questo dono della comunione fraterna: Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri (Gv 13,35).

Il manto di amore che avvolge il cristiano non lo allontana dagli altri, non determina una qualche isolamento compiaciuto, o una spiritualità intimista. Egli non riceve il battesimo semplicemente per sé stesso, ma con gli altri e per gli altri. Questa vita “emersa” è aperta alla condivisione e alla testimonianza, che non è innanzitutto un’opera ma una “effusione”: di profumo, di bellezza e di luce.
La testimonianza cristiana che sgorga direttamente dal fonte battesimale non è altro che l’espansione spontanea di un’esistenza afferrata dall’amore di Dio.

Solo grazie a quest’incontro – o reincontro – con l’amore di Dio, che si tramuta in felice amicizia, siamo riscattati dalla nostra coscienza isolata e dall’autoreferenzialità. Giungiamo ad essere pienamente umani quando siamo più che umani, quando permettiamo a Dio di condurci al di là di noi stessi perché raggiungiamo il nostro essere più vero. Lì sta la sorgente dell’azione evangelizzatrice. Perché, se qualcuno ha accolto questo amore che gli ridona il senso della vita, come può contenere il desiderio di comunicarlo agli altri?
(Papa Francesco, EG 8)

È prima di tutto un “profumo”: per questo il primo segno della dignità del cristiano subito dopo il battesimo è l’unzione con il Crisma, cioè con l’olio profumato.

Ascoltatemi, figli santi, e crescete come una pianta di rose su un torrente.
Come incenso spandete un buon profumo, fate fiorire fiori come il giglio,
spargete profumo e intonate un canto di lode;

benedite il Signore per tutte le opere sue.
Magnificate il suo nome;

proclamate le sue lodi con i vostri canti e le vostre cetre;
così direte nella vostra lode: Quanto sono magnifiche tutte le opere del Signore!

(Sir 39,13-16)

La testimonianza del cristiano dunque non sta innanzitutto in ciò che egli è in grado di dire o fare, ma nel “profumo” che spande, nello stile che incarna, nel clima che diffonde.

Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo. (Gv 12,3)

Siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo per quelli che si salvano… (2Cor 2,14-15)

La intima fiducia filiale che anima il credente si esprime non in una qualche esteriore correttezza, ma in un tratto umano intriso di gioia, mitezza, umiltà, ardore, pacatezza, coraggio… è in definitiva, come dice san Paolo, il “frutto dello Spirito”, cioè l’amore in tutte le sue declinazioni:

Il frutto dello Spirito è amore: gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. (Gal 5,22).

È una vita che tende a comunicarsi agli altri, come in una espansione semplice e inarrestabile.

Così continua il rito del battesimo descrivendo la “nuova dignità” del cristiano:

  • è l’abito bianco e splendente del suo camminare senza doppiezze, ipocrisie e inganni (cfr. Mt 22,11-12; Ap 7,13-15; 19,7-8).

Sei diventato nuova creatura, e ti sei rivestito di Cristo. Questa veste bianca sia segno della tua nuova dignità: aiutato dalle parole e dall’esempio dei tuoi cari, portala senza macchia per la vita eterna

  • è la fiamma luminosa della sua fede ardente, alimentata dalla Parola di Dio, che illumina i suoi passi e si riflette intorno a lui: Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (Mt 5,14-16).

A voi, genitori, e a voi, padrino e madrina, è affidato questo segno pasquale, fiamma che sempre dovete alimentare. Abbiate cura che il vostro bambino, illuminato da Cristo, viva sempre come figlio della luce; e perseverando nella fede, vada incontro al Signore che viene, con tutti i santi, nel regno dei cieli”.

  • è un sempre rinnovato ascolto della Parola di Dio a partire dal quale il cristiano potrà continuamente tornare alla voce di Colui che lo chiama per nome e rispondere a Lui con la sua preghiera, la sua professione di fede e la sua quotidiana testimonianza.

Il Signore Gesù, che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola, e di professare la tua fede, a lode e gloria di Dio Padre”.

Essere cristiani significa dunque partecipare della stessa unzione, dello stesso profumo del Cristo (che significa “Unto”!), della sua regalità, del suo sacerdozio, della sua missione profetica:

Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato sé stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore. (Ef 5,1-2)

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