Lettera alla comunità di San Mamolo

Febbraio 2018: dopo essere stato nominato Amministratore apostolico di San Mamolo, Don Carlo ha scritto un messaggio rivolto a tutti i parrocchiani.

“È passato appena un mese dai funerali di don Novello. E prendendo i primi contatti, come nuovo responsabile pastorale, con la comunità parrocchiale di San Mamolo mi torna spesso alla mente l’espressione di Gesù ai discepoli nel Vangelo: “Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica”. Tutto parla della fatica di chi mi ha preceduto, della sua fede forte, della sua intelligenza coltivata e attenta a farsi capire da tutti, della sua amorevole dedizione. La fatica che don Novello ha gioiosamente sostenuto, giorno per giorno, per annunciare Gesù, in ogni piega dell’esperienza umana che incontrava e che viveva, fino all’ultimo giorno.

Abbiamo una preziosa eredità, e questa eredità siete voi stessi. Sì, perché penso a tante altre “fatiche”, oltre a quelle di don Novello, che hanno costruito la comunità di San Mamolo: il servizio generoso, e a volte del tutto nascosto di tanti, che hanno messo il loro tempo, le loro energie, il loro cuore e la loro intelligenza a disposizione di un bene più grande, quello di una parrocchia come casa accogliente per tutti nel nome del Signore. Da chi apre la porta della chiesa ogni giorno e anima la preghiera del mattino, ai catechisti che si prendono cura del percorso cristiano dei nostri ragazzi, agli accoliti che visitano le case per le benedizioni e portano le comunioni, al coro che anima le liturgie, a chi si occupa dei conti e della gestione economica…  Poi penso ai tanti che costruiscono la comunità “in profondità”, portando con dignità e pazienza la fatica di ogni giorno, non rendendo male per male, seminando il bene, attraversando la malattia e la vecchiaia con speranza e dolcezza, costruendo ponti di fraternità e solidarietà, custodendo la propria fede e la preghiera con amore. Penso a quanti faticano perché cercano, perché, anche senza la luce della fede, non si rassegnano alla disperazione e alla violenza che li circonda, perché anelano ad un mondo più giusto e accogliente, perché lavorano non per la propria ricchezza o prestigio personale, ma per una città più vivibile e più umana. Ecco il tempo in cui mietere, e insieme seminare. Perché ogni giorno è il tempo in cui accorgersi di quanto bene è già presente, e attende solo di essere riconosciuto e collegato (raccolto), e in cui continuare, anzi moltiplicare con gioiosa generosità, la semina del bene della fede, della speranza e dell’amore nei solchi della nostra umanità ferita. È la gioia del Vangelo che papa Francesco ci chiede di riscoprire e portare a tutti.

Il momento che viviamo, come accennavo all’inizio, è un tempo particolare. Un tempo in cui custodire e far fruttificare una eredità preziosa, e in cui aprirci ad un cammino nuovo, al cammino e alle sfide di oggi. La parrocchia di San Mamolo non avrà più un parroco “dedicato”. Non è solo un problema di numeri, di scarsità di clero. Stiamo percorrendo i primi passi, inevitabilmente incerti, ma anche carichi di promesse, di un nuovo modo di presenza della comunità cristiana nel territorio. Non più tante parrocchie-isole, accomunate da un programma pastorale, e guidate da un sacerdote, ma una presenza “in rete”, dove le varie comunità cristiane imparano a collaborare tra loro con uno stile più condiviso e corresponsabile tra sacerdoti, consacrati e laici, per una presenza più dinamica e flessibile di testimonianza del Vangelo nello stile della fraternità aperta. Non si tratta di una semplice riorganizzazione. È il tentativo, e la necessità, di leggere il tempo che viviamo, accettando di rimetterci in discussione prima di tutto ripartendo dal Vangelo, da un ascolto rinnovato della Parola di Dio, confidando nello Spirito del Risorto che ci convoca, soprattutto nella Messa, ci illumina, ci trasforma, ci guida e ci invia.

Per questo la sfida che abbiamo davanti è prima di tutto provare a camminare più insieme. Sono don Carlo Bondioli, parroco alla SS.ma Annunziata, monaco, vivo un’esperienza di comunità con altre quattro sorelle monache, con cui condividiamo la preghiera, la vita comune, l’accoglienza e anche la presenza in parrocchia. Sono stato nominato responsabile pastorale anche della parrocchia di San Mamolo. I Frati Francescani dell’Osservanza continueranno a garantire, nei limiti delle loro disponibilità, una presenza di servizio per le S. Messe della domenica. Nel frattempo cominceremo a conoscerci meglio (con me, tra le parrocchie, laici e consacrati…) per trovare modi per camminare di più insieme. Questo potrà qualche volta causare un po’ di fatica in più, ma ci consentirà di aprirci, di conoscere persone nuove, arricchirci dello scambio reciproco, allargare le nostre prospettive.

Cominceremo, in concreto, prima di tutto cogliendo l’occasione di questo anno della Parola, che il Vescovo Matteo ha voluto per tutta la Diocesi: vivremo due momenti (chiamati “tappe”) di condivisione fraterna sul brano dei discepoli di Emmaus. Saranno due domeniche di gioia, di accoglienza, di ascolto reciproco e di festa. Celebreremo la S. Messa con un po’ di anticipo (alle 11) per poi ascoltarci in piccoli gruppi con un facilitatore e concludere con un pranzo insieme. Le domeniche saranno: il 18 Febbraio (solo per San Mamolo), e il 15 Aprile (tutte e due le parrocchie insieme). Sarà un’occasione preziosa per ridare slancio alla nostra vita comunitaria a partire dall’ascolto del Vangelo così come risuona in ciascuno, e per trovare strade di collaborazione.

L’altro momento importante di concreta condivisione sarà il Triduo pasquale: il Venerdì Santo in San Mamolo e la Veglia Pasquale all’Annunziata saranno unici per le due parrocchie.

Speriamo così di cominciare una strada di comunione e di amicizia che ci renda testimoni più credibili del Vangelo nella città degli uomini.

don Carlo Bondioli

Bologna, 4 febbraio 2018