Collatio 24-10-2019

Giovanni 16,4b-15

«Non ve l’ho detto dal principio, perché ero con voi.Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”.
Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

La lunga ultima sera volge ormai al termine e l’ora della separazione di Gesù dai suoi discepoli si avvicina. Essi vedono solo il “versante terreno” di questo “andare” di Gesù, ma Egli chiede loro di aprirsi al “verso dove”: “nessuno di voi mi domanda: dove vai?”. C’è bisogno di fare un po’ di spazio nel loro cuore pieno di tristezza per protendersi verso il futuro di Gesù presso il Padre e il loro futuro guidati dallo Spirito. C’è, paradossalmente, un bene, in questa separazione, anzi il bene decisivo, verso cui è tesa tutta la missione di Gesù, un bene che i discepoli ancora non vedono, ma che Egli indica loro: l’ora del suo passaggio non sarà la fine, ma la trasformazione della loro relazione con Lui in una comunione definitiva, intangibile, sempre viva, presso il Padre, nel dono dello Spirito. Ed è proprio in questo modo che “il principe di questo mondo è condannato”: la gloria di Gesù lo sottrae allo sguardo e al controllo del mondo e solo attraverso la fede è ora possibile avere un rapporto con Lui e ricevere il dono della sua vita sovrabbondante. La pretesa del principe del mondo di chiudere ogni cosa dentro lo spazio ristretto del suo dominio e della sua autosufficienza è destinata ad essere smascherata e a fallire, proprio nel momento in cui crede di essersi sbarazzato di Gesù. Solo chi crede, chi si fida di Lui, chi si lascia guidare dal suo Spirito, può essere condotto alla “verità tutta intera”: è la verità di Gesù che diventa “tutta intera” trasformando con il dono dello Spirito d’amore, anche la vita dei discepoli nella sua stessa vita donata. Questo è il “peso”, la consistenza gloriosa di una vita data per amore, che è oltre le possibilità umane dei discepoli, ma che lo Spirito della verità permetterà loro di portare e di vivere, come testimonianza vivente della gloria di Gesù. Sarà nei passi della storia che i discepoli ascolteranno dalla voce dello Spirito inviato dal Padre le “molte cose” che Gesù ha ancora da dire. Ora, presso il Padre, le parole di Gesù, le sue opere, la sua vita e il suo amore fino alla fine, saranno sorgente divina ed inesauribile di senso, di verità, di luce sempre nuova per il cammino dei discepoli nel mondo.