
A Bologna c’è una lingua residenziale, da Porta San Mamolo verso i colli, appoggiata sul letto dell’Àposa, che osserva, un po’ in disparte, il resto della città. Lì abita una comunità cristiana che cerca di vivere il Vangelo nella fraternità accogliente, nell’ascolto orante e nell’attenzione verso tutti.
Grazie Don Carlo per queste parole.
Sono d’accordo con lei. proprio questa mattina, mentre aspettavo il mio turno dal fornaio, ho notato un volantino dei soliti noti che si proclamano indignati per lo stato del portico prospiciente la chiesa. Sono visioni antitetiche del mondo, che si incontrano, ma soprattutto, si scontrano. Qualche settimana fa sono stata svegliata verso le tre del mattino da cori di matrice politica urlati a gran voce. Tra cui “Viva il Duce”, e sono proseguiti per abbastanza tempo, finchè mi sono riaddormentata.
Sono stata tentata di chiamare la Polizia, dopo un po’, perchè gli schiamazzi notturni sono un reato.E lasciamo stare le parole le parole pronunciate, che attualmente passano senza problema, mentre “antifascismo” è vista con sospetto. Quindi in un mondo in cui solo una parte sembra avere ragione, la ragione degli ultimi è davvero a rischio. Non ho idea di cosa si possa fare per cambiare le cose di queste persone che vivono attualmente sotto quel portico, ma istintivamente provo il desiderio di proteggerli. E vorrei una sinistra più efficace nel farlo.
Qualcuno sostiene (l’assessore Madrid) che queste persone rifiutano di dormire negli alloggi messi a disposizione dal Comune. Sarà vero? Lo avete chiesto?
Grazie ancora per il vostro lavoro e la vostra preziosa presenza!