Collatio 17-11-2018

Matteo 27,11-14

Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?».

Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito.

La domanda del governatore riguarda una ipotetica pretesa politica di Gesù lesiva della autorità del popolo romano o dell’imperatore. Non ci è dato di sapere come mai Pilato formuli a Gesù questa domanda, ma il contesto ci fa immaginare che l’accusa così formulata sia, per Matteo, il risultato di una manipolazione in chiave politica della pretesa religiosa di Gesù da parte dei capi, che così lo presentano al governatore. In ogni caso la risposta ferma e lapidaria di Gesù riporta Pilato alle sue responsabilità: “tu lo dici”. Non si tratta di chi Gesù pretenda di essere, ma di cosa Pilato pretenda di sapere e di dire su di Lui. Il coro dei sacerdoti e degli anziani che continuano ad accusarlo non merita più alcuna risposta da parte di Gesù. L’incalzare di Pilato di fronte a questo silenzio per lui incomprensibile non ottiene nulla. Ora non è più Gesù “davanti al governatore”, come era iniziato il brano. Ora è Pilato che sta, pieno di meraviglia, davanti a Gesù e al suo silenzio. Il brano non ci descrive Gesù: lascia che lo intuiamo attraverso lo stupore di Pilato, che si rende conto di non avere davanti un reo ammutolito incapace di difendersi, ma un uomo il cui silenzio e la cui postura rimandano ad un mistero più grande. Non ci sono più parole. C’è Gesù, il suo contegno, il suo corpo, la sua persona. Anche all’inizio della passione è stato narrato un silenzio davanti alle accuse: il silenzio di quella donna che unge il corpo di Gesù e non dice nulla. Ora anche per Gesù tutto si riassume lì: non più parole, spiegazioni… ma la nuda semplice presenza di Colui che si è già consegnato e ora lascia che tutto si compia.