Collatio 12-12-2018

2 Tessalonicesi 2,5-12

Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, io vi dicevo queste cose? E ora voi sapete che cosa lo trattiene perché non si manifesti se non nel suo tempo. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo colui che finora lo trattiene.

Allora l’empio sarà rivelato e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà con lo splendore della sua venuta. La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati. Dio perciò manda loro una forza di seduzione, perché essi credano alla menzogna e siano condannati tutti quelli che, invece di credere alla verità, si sono compiaciuti nell’iniquità.

Qui, in una delle sue pagine più enigmatiche, Paolo ci rappresenta, con il tipico linguaggio apocalittico della bibbia, l’attesa degli ultimi tempi. Appartiene a questo stile proprio l’uso di immagini cifrate e allusive. E questo ci aiuta a cogliere un’aspetto fondamentale della parola apocalittica: la rivelazione di una dimensione più profonda della realtà in cui siamo immersi, ma che sfugge alle nostre facoltà naturali. La storia umana è qualcosa di più della semplice interazione tra gli uomini e i popoli, ci sono forze nascoste che operano e che appartengono a potenze invisibili. C’è un “mistero di iniquità” che agisce e che trascende la nostra consapevolezza ordinaria; c’è qualcosa che influenza e sembra determinare misteriosamente al male le vicende umane anche al di là delle singole intenzionalità degli uomini. La rivelazione apocalittica ci apre a questa dimensione, ci invita a prendere consapevolezza di questo “di più” che opera nella storia. Paolo, in modo un po’ allusivo, parla di qualcosa o qualcuno che trattiene l’empio, l’oppositore di Dio, dal rivelarsi pienamente; ma quando questo ostacolo sarà rimosso, la rivelazione dell’empio in tutta la sua potenza diabolica corrisponderà, in realtà, al momento della sua definitiva distruzione per opera del Signore Gesù veniente. È una descrizione che ci fa venire in mente quella logica della inibizione, che in qualche modo trattiene l’iniquità dal suo manifestarsi pienamente, e che quando cade corrisponde sia al massimo dell’espressione del male, ormai senza più ritegno, sia alla sua fine, alla sua autodistruzione: basta un semplice soffio per spazzarlo via, il soffio della bocca, della parola vera di Gesù Signore che viene. Per quanto l’iniquità si manifesti con una grandiosa esibizione menzognera di potenza (miracoli, segni e prodigi), la sua falsità, proprio nel momento in cui si dà a vedere, è destinata a essere confutata e distrutta dal semplice presentarsi della verità, della luce. Gli uomini sono salvati dal grande inganno accogliendo l’amore per la verità e credendo ad essa. E questo, per quanto siamo immersi in contesti così ingannevoli e potentemente manipolatori, o addirittura sfacciati, è sempre per ciascuno possibile: riaprirsi alla verità, cercandola, amandola, scegliendola a partire dalla nostra stessa vita. Volere di nuovo per sé una vita autentica. E allora basta davvero “un soffio”. Il Suo.