Collatio 23-1-2019

Isaia 9,1-6

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.

Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian. Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.

Il figlio atteso, l’Emmanuele, viene nel periodo della più profonda umiliazione di Israele: “un popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce…”. Sono le tenebre di un castigo che interviene su un popolo indurito. Eppure una luce è accesa da Dio, una luce che riempie di gioia, di vittoria, di liberazione, di salvezza, di eliminazione della violenza della guerra. Non è solo la liberazione dall’Assiria in concomitanza con la nascita o la salita al trono di un nuovo discendente di Davide, probabilmente Ezechia. È l’attesa per il definitivo avvento, nella piccolezza disarmata di un figlio di Davide all’altezza delle promesse, del regno stesso di Dio. Non più sovrani come Acaz, ma una umanità nuova in cui opera lo “zelo” di Dio, la fiamma bruciante di un amore (cfr. 5,1-7!) e di una santità purificante (cfr. 6,5-7!), che distrugge ogni segno di umana alterigia e violenza per una “pace che non avrà fine”. Nel bel mezzo del disastro e della tenebra irrompe la sovrana potenza di Dio che nel segno nuovo di una piccolezza inerme mostra il compimento del suo disegno di giustizia e di pace. Il nuovo testamento non potrà che vibrare di questa attesa messianica e vederla compiuta nella nascita di Gesù: “C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia»” (Lc 2,8-12).