Collatio 30-1-2019

Isaia 11,1-9

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.

Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d’intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare.

Nel momento in tutto ormai appare perduto, definitivamente distrutto, non solo il Signore abbatte l’arroganza del Nemico, ma fa risorgere dal tronco tagliato della casa regale di Israele un germoglio nuovo, un virgulto pieno di vitalità e di forza. Non dal tronco di Davide, ma “di Iesse” suo padre: la futura regalità sarà una sorta di ricominciamento, un “nuovo Davide”, non una sua stanca e ormai irrimediabilmente corrotta continuazione. Quel tronco può ancora germogliare, perché la fedeltà di Dio non viene meno. Il suo Spirito si poserà, rimarrà stabilmente (cfr. Gv 1,32-33!) sul germoglio regale. Lo Spirito del Signore lo ispirerà, sarà il suo stesso spirito. Per questo sarà un re sapiente, cioè capace di agire con abilità ed efficacia, perché intelligente, cioè capace di discernimento, di distinguere il bene e il male; sarà un re prudente (consiglio), in grado di muoversi con diplomazia tra i popoli, e forte, capace di realizzare i suoi progetti; sarà un re che conosce le vie di Dio e i suoi comandi e sottomesso con amore alla sua volontà e alla sua sovranità universale. La presenza dello Spirito del Signore in lui lo renderà capace di giudicare con verità, oltre le apparenze e il sentito dire, e quindi sarà difesa dei deboli e degli umili della terra e terrore dei violenti e degli empi, con la semplice verità della parola della sua bocca: la giustizia e la fedeltà non lo abbandoneranno mai, saranno come una fascia che lo avvolge, come un tutt’uno. La creazione stessa sarà rinnovata, in una armonia che permetterà a tutte le creature di convivere in pace, in amicizia, senza violenza e senza paura, perché il popolo vivrà in armonia in tutte le sue componenti: il forte non schiaccerà più il debole. Il popolo rinnovato nella giustizia allora non sarà più preda del saccheggio e della violenza degli altri popoli, perché tutti gli uomini e tutta la creazione di Dio sarà riempita della conoscenza di Lui, della sua parola, della sua volontà di giustizia e di bene, “come le acque ricoprono il mare”. Un popolo che perde questa promessa e questa speranza, ha perduto se stesso.