Collatio 7-3-2019

Isaia 26,20-27,1

Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze
e chiudi la porta dietro di te.
Nasconditi per un momento,
finché non sia passato lo sdegno.

Perché ecco, il Signore esce dalla sua dimora
per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della terra;
la terra ributterà fuori il sangue assorbito
e più non coprirà i suoi cadaveri.
In quel giorno il Signore punirà
con la spada dura, grande e forte,
il Leviatàn, serpente guizzante,
il Leviatàn, serpente tortuoso,
e ucciderà il drago che sta nel mare.

Ecco giungere il tempo ultimo, tempo di sdegno divino davanti alle “offese fatte a lui dagli abitanti della terra”: un tempo severo, doloroso, ma anche definito, breve; è solo “un momento”. Subito passerà. Al popolo è detto “entra nelle tue stanze e chiudi la porta dietro di te!” (cfr. Gen 7,16!): deve lasciar fare al Signore, Lui che invece “esce dalla sua dimora”. È il tempo per ritrovare quello spazio intimo, che è spazio di preghiera nel segreto (cfr. Mt 6,6!), di supplica, di silenzio, di attesa, mentre la terra, finalmente visitata dal Signore, non potrà più trattenere il sangue degli uccisi, perché la sua visita è vita e risurrezione. Quel giorno non sarà solo di giudizio per i peccati degli uomini contro il Vivente, per le offese di chi ha sparso il sangue del fratello: sarà il tempo della vittoria definitiva contro il grande seduttore, il serpente che nessun uomo può prendere e dominare, guizzante e tortuoso, l’istigatore, il tentatore, il Nemico della creazione di Dio, colui che si oppone alla sua opera di salvezza. Il Signore, Lui solo, con la “spada dura, grande e forte” della sua Parola toglierà di mezzo l’origine e la fonte di tutte le ingiustizie, le violenze, gli abomini contro Dio e contro le sue creature.