La Tredicesima Porta

Speranza del mondo

di Suor Maria Chiara (dal Resto del Carlino)

Dialogo: “Fatima rise quando le confidai la serie di relazioni deludenti che avevo avuto negli Stati Uniti, la sua voce si fece più profonda, e mi parlò con una saggezza che veniva dal cuore. “Amal, credo che la maggior parte degli americani non ami come amiamo noi.

Non è questione d’inferiorità o di superiorità. Vivono in sfere sicure e superficiali, e raramente spingono le emozioni umane nelle profondità in cui viviamo noi. Vedo che sei confusa. Pensa alla paura. Quella che per noi è semplice paura per altri è terrore, perché ormai siamo anestetizzati dai fucili che abbiamo continuamente puntati contro. E il terrore che abbiamo conosciuto è qualcosa che pochi occidentali proveranno mai. L’occupazione … ci ha esposti fin da piccoli a emozioni estreme, e adesso non possiamo che sentire in maniera estrema. Le radici del nostro dolore affondano a tal punto nella perdita che la morte ha finito per vivere con noi, come se fosse un componente della famiglia che saremmo ben contenti di evitare, ma che comunque fa parte della famiglia. La nostra rabbia è un furore che gli occidentali non possono capire. La nostra tristezza può far piangere le pietre. E il nostro modo di amare non è diverso, Amal. E’ un amore che puoi conoscere solo se hai provato la fame atroce che di notte ti rode il corpo. Un amore che puoi conoscere solo dopo che la vita ti ha salvato da una pioggia di bombe o dai proiettili che volevano attraversarti il corpo. E’ un amore che si tuffa nudo verso l’infinito. Verso il luogo dove vive Dio”- dal romanzo ‘Ogni mattina a Jenin’

Ecco questa è la speranza per il futuro del mondo: che l’umanità profonda e calda che abita nei migliaia di luoghi dove anche oggi non c’è rispetto per l’altro, dove sopruso, ingiustizia, violenza, torture, in apparenza hanno l’ultima parola, quest’umanità sia invece custodita e trasmessa. La luce che traspare da questo dialogo riflette un mistero ben più profondo: ci sono ancora tanti uomini e donne che coltivano ostinatamente in mezzo al male, i tratti della dignità e della bellezza umana. Persone che vivono al presente la guerra e l’odio che schiaccia… e le loro grida di oppressi giungono all’Altissimo.
Occorrono gli occhi di Dio e i sentimenti di Maria per vedere che i potenti ancora saranno rovesciati dai troni e gli umili saranno innalzati.

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