Collatio 24-09-2019

Giovanni 11,38-44

Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!».

Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

Un nuovo turbamento, carico di commozione e di rabbia, porta Gesù al sepolcro, descritto, anche per gli occhi di chi legge, come luogo oscuro, separato dalla vita e dalle relazioni, chiuso inesorabilmente nella solitudine della morte. Il primo intervento di Gesù è un comando rivolto a tutti: “togliete la pietra!”. Ci sono grandi pietre da togliere, sempre. Pietre dietro le quali giacciono fratelli costretti all’isolamento, pietre pesanti che schiacciano come una condanna, pietre tombali inamovibili che attestano la fine di ogni speranza. Marta stessa, coinvolta in una fin troppo solenne professione di fede in Gesù fonte di vita, di fronte alla riapertura del sepolcro mette in guardia Gesù: c’è una puzza invincibile di morte che può essere solo contenuta dal decoro della sepoltura, per permettere ai vivi di respirare. Ma non è questo il respiro, la vita promessa da Gesù: la sua non è una vita che deve difendersi dalla morte, ma il respiro di chi nella fede è testimone dell’operare di Dio, la cui gloria è l’uomo vivente. Tolta la pietra che chiude nella morte il fratello, c’è ora da aprire il segreto del Figlio, l’inviato del Padre, la cui potenza di vita è tutta racchiusa nella relazione di obbedienza, di affidamento filiale e di comunione con il Padre. Gesù ha solo un ringraziamento: egli è già esaudito. Marta, Maria, i Giudei, Lazzaro stesso non sanno ancora che la vita è già donata! Si tratta solo di permetterle di uscire. Non dobbiamo fare altro che consentire al dono della vita in noi e nei fratelli di sovrabbondare in pienezza e nella libertà. Togliere la pietra, uscire dal sepolcro, liberare dai lacci, lasciare che vada.