Collatio 22-11-2019

Giovanni 20,1-10

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. I discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa.

Un nuovo inizio sembra preannuciarsi in questo “primo giorno” e il buio del mattino ancora acerbo attende lo splendore di un giorno che è anche, come il primo giorno della creazione, passaggio dalle tenebre alla luce. Eppure lo spettacolo che si presenta agli occhi di Maria di Màgdala, che va al sepolcro non appena il riposo sabbatico glielo consente nell’urgenza di riprendere in qualche modo il contatto con quel corpo, la riempie di angoscia. La mattina della risurrezione non comincia nello stupore gioioso della vittoria della vita, ma nella scoperta inquietante di una mancanza, di uno strappo ulteriore che si aggiunge al dolore della morte: la pietra tolta è il segnale che il corpo di Gesù, che nei versetti precedenti aveva riempito lo sguardo, l’attenzione e l’amore dei discepoli rimasti e aveva anche saturato la narrazione nella preoccupazione dei Giudei, nelle disposizioni di Pilato e nei gesti dei soldati, quel corpo, divenuto il centro della storia e attorno al quale tutto e tutti ruotava, improvvisamente è scomparso. Anzi, per lo sguardo angosciato di Maria Maddalena, che si spinge in una corsa affannosa verso Pietro e il discepolo amato a dare loro l’accorato allarme, Gesù è stato “portato via”, e appartiene ad un “altrove” sconosciuto: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. Il primo giorno della storia nuova del Risorto comincia con il dramma inquietante di una sottrazione. La corsa di Pietro e del discepolo amato, questa volta in direzione del sepolcro per verificare la notizia di Maria Maddalena, è un susseguirsi di sorpassi e indugi, un intreccio al tempo stesso condiviso e differenziato che li conduce infine all’interno del sepolcro a contemplare il vuoto della sparizione del corpo, ma anche ad attestare, nella particolare ed accurata descrizione delle bende e del sudario, che il corpo non è stato “portato via”, ma che le bende, nelle quali Giuseppe di Arimatea e Nicodemo avevano “legato” Gesù, si sono “svuotate dal di dentro” e si sono afflosciate su se stesse (“deposte”). Né le bende legate, né il mondo possono trattenere il Risorto, che appartiene definitivamente al Padre, e che attira al Padre ora irresistibilmente tutti coloro che credono in Lui. Per il discepolo amato, che è stato testimone del dono di amore e della consegna dello Spirito di Gesù sulla croce, le bende deposte e il sudario piegato non sono solo particolari indecifrabili, ma segni di una vittoria dell’amore che lo riempie di fiducia e a cui non sa ancora dare un nome. La fede del discepolo amato, che riconosce che Gesù non è stato sottratto ma è misteriosamente vivo, non basta perché la loro vita cambi: “i discepoli se ne tornarono di nuovo a casa (lett.: a se stessi)”. Sarà solo l’incontro con il Risorto ad innescare quel processo di riconoscimento del progetto di Dio, testimoniato nelle Scritture, che farà scoprire ai discepoli la potenza della Risurrezione donata loro nell’effusione dello Spirito e nella missione.