Collatio 2-6-2020

Atti 11,1-18

Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!».

Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: «Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: “Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!”. Io dissi: “Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca”. Nuovamente la voce dal cielo riprese: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano”. Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell’istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell’uomo. Egli ci raccontò come avesse visto l’angelo presentarsi in casa sua e dirgli: “Manda qualcuno a Giaffa e fa’ venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia”. Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi. Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: “Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo”. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?».
All’udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».

Gli eventi di Cesarea non potevano certo rimanere nascosti. La notizia che “i pagani avevano accolto la parola di Dio” corre fino a Gerusalemme, presso gli apostoli e i fratelli, e come spesso accade per le cose di cui “si sente dire”, aver saputo che Pietro era entrato in casa di “incirconcisi” e aveva mangiato con loro genera nei “fedeli circoncisi” perplessità e preoccupazione, tanto che quando Pietro torna a Gerusalemme, viene accolto da un aperto rimprovero. Pietro non risponde usando la sua autorità, ma semplicemente raccontando come dalla sua semplice preghiera sia nato un movimento di “cielo e terra” che lo ha condotto nella casa di Cornelio. Colpisce l’accuratezza con la quale Pietro fa il suo resoconto e lo presenta con semplicità. E anche come dopo l’insistenza per la quale per tre volte gli è comandato di mangiare ciò che Dio ha purificato, “tutto fu tirato su di nuovo nel cielo”: il decreto di purificazione di ogni uomo rimane presso Dio in cielo, in attesa di una storia che sulla terra dovrà svolgersi pian piano, passando attraverso la graduale crescita di consapevolezza delle persone e della Chiesa. Per Pietro questa consapevolezza prende corpo nell’incontro con Cornelio, che era stato visitato, prima ancora che da Pietro, dall’angelo del Signore: ciò che Dio ha purificato con la sua presenza, Pietro non può più considerarlo profano! Pietro non ha incontrato Cornelio con il pacchetto preconfezionato delle sue verità da proporre, ma mentre comincia a balbettare qualcosa lo Spirito lo precede e si aprono nuovi orizzonti. Pietro deve “inseguire” l’opera di Dio, e può cogliere il senso di quel che sta accadendo ricordando le parole di Gesù: il battesimo in Spirito che aveva promesso, non riguardava solo loro, ma tutti coloro che credono in Gesù: “lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi”! Dunque è insieme un movimento in avanti, verso i nuovi orizzonti del disegno di salvezza di Dio, e all’indietro, in una memoria sempre più profonda di Gesù, delle sue parole e del senso della sua vita e della sua Pasqua. È così che lo Spirito conduce “alla verità tutta intera” (Gv 16,13), perché “vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26), una crescita nella fedeltà, un inveramento di quel che già era stato consegnato, ma che si dispiega nella storia e negli incontri. Pietro conclude il suo resoconto con una domanda, con la quale si denuncia impossibilitato a “porre impedimento a Dio”: non sta affermando una sua ideologia, ma il senso della sua obbedienza docile alla sovrana iniziativa di Dio. Questo è il segreto anche della sua autorevolezza: “all’udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio”. L’Israele che ha creduto in Gesù vede compiersi la promessa di un ingresso delle genti nel piano di salvezza di Dio: “dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!”. Questa porta che si apre porterà una serie di questioni e difficoltà da affrontare. Ma intanto a Cesarea, nella casa del centurione Cornelio, una svolta fondamentale è avvenuta, e non si potrà più tornare indietro.