Collatio 16-2-2019

Isaia 19,16-25

In quel giorno gli Egiziani diventeranno come femmine, tremeranno e temeranno al vedere la mano che il Signore degli eserciti agiterà contro di loro.

La terra di Giuda sarà il terrore degli Egiziani; quando se ne parlerà, ne avranno spavento, a causa della decisione che il Signore degli eserciti ha preso contro di loro.
In quel giorno ci saranno cinque città nell’Egitto che parleranno la lingua di Canaan e giureranno per il Signore degli eserciti; una di esse si chiamerà Città del Sole.
In quel giorno ci sarà un altare dedicato al Signore in mezzo alla terra d’Egitto e una stele in onore del Signore presso la sua frontiera: sarà un segno e una testimonianza per il Signore degli eserciti nella terra d’Egitto. Quando, di fronte agli avversari, invocheranno il Signore, allora egli manderà loro un salvatore che li difenderà e li libererà. Il Signore si farà conoscere agli Egiziani e gli Egiziani riconosceranno in quel giorno il Signore, lo serviranno con sacrifici e offerte, faranno voti al Signore e li adempiranno. Il Signore percuoterà ancora gli Egiziani, ma, una volta colpiti, li risanerà. Essi faranno ritorno al Signore ed egli si placherà e li risanerà.
In quel giorno ci sarà una strada dall’Egitto verso l’Assiria; l’Assiro andrà in Egitto e l’Egiziano in Assiria, e gli Egiziani renderanno culto insieme con gli Assiri. In quel giorno Israele sarà il terzo con l’Egitto e l’Assiria, una benedizione in mezzo alla terra. Li benedirà il Signore degli eserciti dicendo: «Benedetto sia l’Egiziano mio popolo, l’Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità».

In una delle pagine più universalistiche di tutto l’Antico Testamento, il profeta contempla l’opera di Dio come un sofferto e meraviglioso dilatarsi della sua elezione del piccolo Israele alle grandi superpotenze dell’Egitto e dell’Assiria. Anch’esse, un tempo nemiche temibili e spietate del popolo di Dio, diverranno insieme a Israele “una benedizione in mezzo alla terra” fino a condividerne le prerogative più intime ed esclusive di popolo eletto: “Benedetto sia l’Egiziano mio popolo, l’Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità”. È così che Israele porterà a compimento la sua vocazione nella storia dei popoli: “in te saranno benedette tutte le famiglie della terra!” (cfr. Gn 12,1-3). E questa benedizione che si dilata sarà un condividere con Israele la sua storia travagliata, a partire dal timore davanti alla presenza del Signore nel suo popolo. Tutto comincia con questa percezione di Dio come Colui che nessuno può contenere, il Santo, che decide la sorte dei popoli, e che però abita la storia piccola e tribolata di Israele (cfr. 2Re 5,1-19!). Gli ebrei perseguitati, scacciati, dispersi in mezzo ai popoli diventano il fermento di una storia nuova, custodendo la testimonianza dell’unico Signore, oltre tutti gli inganni degli idoli. È così che anche la storia di Egitto diventerà storia di salvezza, di castigo e di guarigione, di riconoscimento del Signore e di un nuovo culto nella verità e nella giustizia. E non solo l’Egitto, ma anche l’Assiria, in una alleanza di pace attraverso una strada comune che l’Israele fedele ha tracciato perché tutti possano percorrerla. È Israele stesso questa strada (anche geograficamente in mezzo tra Egitto e Assiria), la sua storia di patimento e di salvezza, la luce di una parola divina che ne illumina il cammino: è la strada di una fede dentro la storia che ogni popolo potrà percorrere per riconoscere nelle proprie travagliate vicende la presenza del Signore e l’opera della sua salvezza.