Collatio 13-3-2019

Isaia 28,14-22

Perciò ascoltate la parola del Signore, uomini arroganti,
signori di questo popolo che sta a Gerusalemme.

Voi dite: «Abbiamo concluso un’alleanza con la morte,
e con gli inferi abbiamo fatto lega.
Il flagello del distruttore, quando passerà,
non ci raggiungerà,
perché ci siamo fatti della menzogna un rifugio
e nella falsità ci siamo nascosti».
Pertanto così dice il Signore Dio:
«Ecco, io pongo una pietra in Sion,
una pietra scelta,
angolare, preziosa, saldamente fondata:
chi crede non si turberà.
Io porrò il diritto come misura
e la giustizia come una livella.
La grandine spazzerà via il vostro rifugio fallace,
le acque travolgeranno il vostro riparo.
Sarà annullata la vostra alleanza con la morte;
la vostra lega con gli inferi non reggerà.
Quando passerà il flagello del distruttore,
voi sarete una massa da lui calpestata.
Ogni volta che passerà, vi prenderà,
poiché passerà ogni mattino,
giorno e notte.
E solo il terrore farà capire il messaggio».
Troppo corto sarà il letto per distendersi,
troppo stretta la coperta per avvolgersi.
Poiché come sul monte Perasìm si leverà il Signore;
come nella valle di Gàbaon si adirerà
per compiere l’opera, la sua opera singolare,
e per eseguire il lavoro, il suo lavoro inconsueto.
Ora cessate di agire con arroganza
perché non si stringano di più le vostre catene,
perché un decreto di rovina io ho udito,
da parte del Signore, Dio degli eserciti,
riguardo a tutta la terra.

L’arroganza è pensare di conoscere l’agire di Dio, ma la sua opera è “singolare… il suo lavoro inconsueto!”. Per questo l’invito è prima di tutto quello di ascoltare la parola del Signore, altrimenti i “signori del popolo” credono di avere tutto sotto controllo, perfino la morte, attraverso i sotterfugi dei loro piani, delle loro strategie umane, delle loro politiche di potere. L’opera di Dio è porre, al riparo dallo sguardo del mondo, un fondamento nuovo per un resto salvato, la “pietra scelta, angolare, preziosa” che nessuno può far vacillare e che assicura la vita e la salvezza a chiunque crede. Altrimenti le nostre vane costruzioni senza di Lui saranno travolte, e le alleanze verranno meno. Il Signore è santo, e più grande delle nostre comprensioni e delle nostre sicurezze: un letto troppo corto e una coperta troppo stretta. Certo il Signore operò a favore di Davide sul monte Perasìm e di Giosuè nella valle di Gabaon, ma ora il suo decreto è contro questo popolo infedele e arrogante, perché solo un resto, fondato sulla roccia della alleanza con il Signore, sia l’inizio di un popolo nuovo. È il nuovo inizio fedele che contempliamo in Gesù, figlio amato del compiacimento del Padre, su cui tutto può trovare fondamento per una sempre rinnovata edificazione (cfr. 1Pt 2,4-6!), e le cui parole, se operate, sono come la pietra da trovare in profondità dopo aver scavato e su cui costruire una vita che non teme le avversità, che sono invece in grado di travolgere una vita costruita senza obbedienza di fede (cfr. Lc 6,46-49), che non cessa di “agire con arroganza”.