Collatio 1-4-2019

Isaia 33,17-24

I tuoi occhi vedranno un re nel suo splendore,
contempleranno una terra sconfinata.

Il tuo cuore mediterà con terrore:
«Dov’è colui che registra?
Dov’è colui che pesa il denaro?
Dov’è colui che ispeziona le torri?».
Non vedrai più quel popolo insolente,
popolo dal linguaggio oscuro, incomprensibile,
dalla lingua barbara che non si capisce.
Guarda Sion,
la città delle nostre feste!
I tuoi occhi vedranno Gerusalemme,
dimora tranquilla, tenda che non sarà più rimossa,
i suoi paletti non saranno divelti,
nessuna delle sue cordicelle sarà strappata.
Ma è là che è potente il Signore per noi,
regione di fiumi e larghi canali;
non ci passerà nave a remi
né l’attraverserà naviglio potente.
Poiché il Signore è nostro giudice,
il Signore è nostro legislatore,
il Signore è nostro re:
egli ci salverà.
Sono allentate le sue corde,
non tengono più l’albero diritto,
non spiegano più le vele.
Allora sarà divisa in grande abbondanza
la preda della rapina.
Gli zoppi faranno un ricco bottino.
Nessuno degli abitanti dirà:
«Io sono malato».
Il popolo che vi dimora
è stato assolto dalle sue colpe.

Viene il tempo in cui le promesse si compiranno, e i tuoi occhi vedranno. Come dirà Simeone nel tempio prendendo tra le braccia Gesù: “i miei occhi han visto la tua salvezza!” (Lc 2,30). Alla bellezza del re corrisponderà una terra ampia, accogliente, senza confini. L’antico terrore, legato ad un regno che confida nella potenza militare e nelle risorse e alleanza umane, sarà solo un ricordo. Sarà una terra di pace, dove non ci saranno più parole arroganti e incomprensione, ma amicizia e familiarità. Sion sarà una città di gioia, un luogo sicuro e capace di proteggere, come una tenda non più fragile. Sarà il luogo dove il Signore manifesterà la sua grandezza per Gerusalemme e i suoi abitanti, trasformando la sua piccola sorgente di acque che scorrono tranquille (cfr. 8,6!) in “fiumi e larghi canali” che irrigano e fecondano la terra (cfr. Ez 47!), senza minacce di aggressione e di orgoglio umano (“naviglio potente”). Pace, gioia, abbondanza e libertà, sconfitta di ogni inimicizia (“sono allentate le sue corde…”) sono la realizzazione della piena regalità del Signore, della sua legge che libera, del suo potere che salva. È l’attesa di quel giorno in cui il Signore porterà a compimento in ciascuno la sua opera di guarigione per un popolo che abiterà tranquillo, pienamente rinnovato dal suo perdono.