Collatio 20-5-2019

Ebrei 7,1-3

Questo Melchìsedek infatti, re di Salem, sacerdote del Dio altissimo, andò incontro ad Abramo mentre ritornava dall’avere sconfitto i re e lo benedisse; a lui Abramo diede la decima di ogni cosa.

Anzitutto il suo nome significa «re di giustizia»; poi è anche re di Salem, cioè «re di pace». Egli, senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote per sempre.

Entriamo ora direttamente nella meditazione che Ebrei fa, a partire dal Salmo 109, della Pasqua di Gesù come “sacerdozio”. Tutta la missione di “Gesù Cristo, Figlio di Dio” (Mc 1,1), secondo i vangeli, è sotto la signoria della parola del Padre che nel battesimo lo proclama Figlio: “Tu sei il Figlio mio l’amato, in te ho posto il mio compiacimento” (Mc 1,11) e lo conferma sul monte della trasfigurazione: “Questi è il Figlio mio l’amato, ascoltatelo!” (Mc 9,7) fino al riconoscimento del centurione sotto la croce: “Davvero quest’uomo era Figlio di DIo!” (Mc 15,39). Questa condizione filiale è ciò che Gesù ascolta da parte di Dio anche nei salmi “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato” (Sal 2,7) e così nel nostro Salmo 109 che recita: “Dal seno dell’aurora, io ti ho generato” e continua: “Il Signore ha giurato e non si pente: Tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchisedek!”. Dunque, secondo la lettera agli Ebrei, Colui che dice a Gesù “Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato”, gli indica anche il modo con il quale vivere la sofferenza e la morte: “Tu sei sacerdote per sempre…”, quindi come offerta di sé per la salvezza dei suoi fratelli. E infatti questo sacerdozio è unico e misterioso, è “per sempre” come quello di Melchisedek, di cui non si dice nulla della sua generazione, nè della sua discendenza, “senza principio di giorni né fine di vita”, come il Figlio di Dio vivente presso il Padre. Per comprendere meglio, dunque, la misteriosa figura biblica di Melchisedek, cui fa riferimento il Salmo 109, le lettera agli Ebrei rilegge l’unico altro testo in cui si parla di lui, al capitolo 14 di Genesi, e del suo incontro con Abramo. Può essere davvero utile rileggersi tutto il capitolo di Genesi, per vedere come il riferimento alla giustizia (“re di giustizia”) e alla pace (“re di pace”) che caratterizza Melchisedek, commentino l’impresa di Abramo che affronta i re vittoriosi per strappare dalla loro prigionia Lot suo fratello. L’atto di coraggio e di fedeltà di Abramo è ricompensato dalla benedizione del misterioso “sacerdote del Dio Altissimo” Melchisedek. Tutta questa vicenda risuona di Gesù (e vedremo più avanti meglio come…), che ci libera dal nemico, ci riscatta dalla morte, ed esercita per noi un sacerdozio nuovo ed eterno.