Collatio 12-6-2019

Ebrei 11,1-3

La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio. Per fede, noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sicché dall’invisibile ha preso origine il mondo visibile.

Comincia il grande elogio della fede che occuperà tutto il capitolo, attraversando le vicende degli “antenati” narrate nelle Scritture. Una fede “vissuta”, dentro le storie di tanti uomini e donne che hanno creduto e credendo hanno ricevuto buona testimonianza. All’inizio c’è una specie di definizione della fede: essa ha a che fare con ciò che si spera, perché ne costituisce una sorta di anticipo. “La fede è sostanza delle cose sperate”: è meravigliosa questa descrizione della fede che dà concretezza, corpo a ciò che si spera, che altrimenti rimarrebbe troppo instabile per appoggiarvisi. Anzi, forse si potrebbe dire che è proprio la fede che apre la porta alla speranza, perché rende possibile un futuro. Se nessuno fosse in grado di fidarsi non sarebbe possibile proiettarsi in avanti, percorrere strade nuove, andare incontro a ciò che viene. Fidarsi di Dio, accogliere con fede la sua parola significa aprirsi al suo futuro, dando “sostanza” a ciò che si spera. E poi la fede è “prova di ciò che non si vede”: ancora un’espressione brevissima e fulminante, del tutto alternativa alla nostra sensibilità comune. Pensiamo sempre che ci sia bisogno di vedere, di sperimentare qualcosa, di avere delle prove per poter credere… e invece qui la logica è rovesciata: la fede sta all’inizio; è perché c’è qualcuno che crede che allora possiamo conoscere anche ciò che non si vede. I credenti, di cui si narra nelle Scritture, sono coloro che con la loro vita affidata pienamente alla Parola di Dio, hanno dato sostanza alla loro e alla nostra speranza e hanno dato prova di ciò che non vediamo; ci hanno aperto un mondo. Anzi il mondo visibile stesso altro non è che il realizzarsi di ciò che Dio ha detto: Dio parla di ciò che ancora non c’è! È per la potenza della “fede” che Dio mette in quel che ancora non si vede che il mondo visibile (ogni giorno) è dato alla luce!