Collatio 21-6-2019

Ebrei 12,1-4

Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.

Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio. Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato

Nel capitolo precedente la memoria dei padri, testimoni della fede, non è stata una semplice rievocazione di storie passate: sono stati ricordati perché ora qui circondano noi come una “nuvola” (tradotto più banalmente “moltitudine”), perché qui è di noi che si tratta, e del nostro camminare nella fede! E non siamo soli, siamo sostenuti e accompagnati da questa meravigliosa schiera di uomini e donne che protesi verso la promessa di Dio hanno vissuto nella fede i loro giorni. Come Abramo lasciò la sua terra e la sua casa per camminare verso la patria celeste, così ora noi non possiamo più lasciare che le ricchezze appesantiscano il nostro cammino e come Mosè rinunciò a “godere per breve tempo del peccato” così ora noi siamo chiamati ad abbandonare una buona volta il peccato che ci intralcia! Anzi molto di più! Perché il nostro non è più un cammino verso la promessa di Dio, ma è una corsa, perché la sua grazia ci ha già toccato, perdonata, sanato, ha “dilatato il nostro cuore” (cfr. Sal 118,32). E la nostra non è una corsa allo “sprint”, tutta d’un fiato, ma una corsa di resistenza (“corriamo con perseveranza!”), alimentata dal respiro profondo dello Spirito di Dio e rigenerata ogni giorno dallo sguardo non più su di noi, le nostre debolezze o capacità, ma su Gesù, che dà inizio e porta a compimento il movimento della nostra fede: “Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio… cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion” (Sal 84,6.8). E guardando Gesù vediamo Colui che non ha scelto una gioia facile, una soddisfazione passeggera, una vita tranquilla, ma la via della croce, accettando di essere disprezzato, umiliato, ritenendo più prezioso il Regno di Dio e il suo compiacimento, che la vana gloria del mondo. Sì, il cammino è lungo e faticoso, ma non c’è da perdersi d’animo! La vita ci è data perché la doniamo fino in fondo, “fino al sangue”, lottando ogni giorno contro il peccato, cioè contro ogni negazione della fede: la sfiducia, la paura, l’egoismo.