La Tredicesima Porta

La legge di libertà

di Suor Maria Chiara (dal Resto del Carlino)

Auguriamoci che questo caldo, stordendoci, favorisca il rientrare in noi stessi e la riflessione profonda per reimparare ad abitare pienamente il nostro corpo, e così saper far fronte al clima comunicativo menzognero e violento in cui siamo immersi e da cui siamo sballottati, per tornare ad essere pienamente spirito e carne!

Queste intercessioni, che trasudano spirito dalla carne e orientano allo Spirito di Dio, siano una via di riposo e di appello all’essenza di ciò che siamo e a cui siamo chiamati. Ci aiutino a vagliare il nostro cuore, i nostri pensieri, il nostro sentire:

  • “Padre delle Dieci Parole, accompagna il nostro cammino nel deserto di questo tempo e liberaci dalla tentazione di darci salvezza da soli.
  • Quando ci perdiamo nelle nostre scelte, la tua fedeltà- o Dio – sia il terreno della nostra libertà.
  • Quando siamo offuscati dall’immagine di noi stessi, spingi il nostro sguardo a discernere l’invisibile.
  • Quando ci vantiamo di averti come Dio, ricordaci che il tuo Nome è impronunciabile.
  • Quando non sappiamo più riposarci, portaci ad accogliere la benedizione del settimo giorno – del Tuo Riposo.
  • Quando contraddiciamo i nostri genitori, fa’ che non dimentichiamo che sono le nostre radici. (Tenere insieme ieri e oggi è l’arte del magnanimo)
  • Quando l’altro diventa un nemico, la tua misericordia – o Padre – apra vie di pace.
  • Quando si raffredda o viene a mancare l’affetto, rinnova in noi lo slancio dell’amore verso l’altro.
  • Quando sorge in noi il desiderio del possesso, ricordaci che c’è più gioia nel dare che nel ricevere.
  • Quando siamo tentati di scrutare le colpe degli altri metti in noi l’audacia della vera umiltà.
  • Quando sentiamo il desiderio di essere altri, rendici la gioia di essere noi stessi.
  • Padre delle Dieci parole, accompagna il nostro cammino nel deserto e insegnaci la tua legge come legge di libertà.” dalla ‘Preghiera dei Giorni’ monastero Bose.

Senza uno spirito di orazione non ritroveremo mai vigore e non avremo luce per penetrare il visibile. Lo sfondo della nostra anima se non è nutrito e coltivato non ci rende l’onore di essere ciò che siamo, c’impedisce di sentire radicamento e di guardare lontano.

Senza questo Spirito, rimaniamo nel terrore buio, non abitato, che ci rende lupi rapaci.