Collatio 10-10-2019

Giovanni 13,21-30

Dette queste cose, Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».

I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.

La certezza della vittoria dell’amore sull’odio, del dono sull’egoismo, del servizio sulla violenza e del perdono sul peccato, non toglie nulla al dramma e al turbamento profondo di Gesù davanti al dispiegarsi di tutta la potenza di male e di inganno che entra e distrugge, anche tra i suoi discepoli, e persino in coloro che Egli ha scelto, i dodici. La piena e intima consapevolezza di Gesù supera anche in questo l’orizzonte limitato dei discepoli, che non sanno comprendere l’affermazione solenne di Gesù: “in verità, in verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”. C’è tutto il turbamento, il dolore, il senso di fallimento che Gesù accetta di sentire, di assaporare fino in fondo, senza spiritualizzazioni edulcorate: egli accetta di passarci dentro. Ma è troppo grande il peso del tradimento perché i discepoli possano sostenerlo, senza stringersi di più al suo cuore, alla certezza del suo amore vincente: solo il discepolo “che Gesù amava” e che si stende sul suo seno (cfr. 1,18!) accoglie il gesto intimissimo di Gesù che intinge il boccone e lo porge a Giuda, come ultimo definitivo segno di amore e di donazione davanti al mistero di divisione e di notte con cui Satana si è già impadronito di Giuda. Nessuno comprende il comando di Gesù a Giuda a portare a compimento con sollecitudine il suo progetto di consegna, forse neppure Giuda stesso, che non dice una parola, e sembra del tutto succube di una presenza più grande di lui, misteriosa e oscura. Nella notte del tradimento, dove l’amore e la donazione sono violati ma allo stesso tempo rivelati al massimo grado dalla violenza dell’inganno, in quella notte solo il discepolo amato sa cogliere la luce, tutta custodita in quel cuore sul quale sa chinarsi con fiducia nel dono di una intimità vibrante oltre le parole.