Collation 29-10-2019

Giovanni 17,1-5

Così parlò Gesù. Poi, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te.

Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse».

L’ora è giunta e per Gesù non è più il tempo di parlare ai discepoli, ma di rivolgersi, in loro presenza, al Padre. In certo senso questa è l’ultima, la più intima e preziosa consegna di Gesù ai suoi: la sua stessa preghiera, il suo respiro profondo, il suo anelito, la sua ricerca, il suo desiderio, il suo esser tutto rivolto al Padre. In questa preghiera c’è tutto Gesù, la sua missione, il suo amore, la sua identità nascosta, e ci sono i discepoli suoi, e tutti i discepoli di ogni generazione. È il versante storico, pre-pasquale di quella preghiera che il Risorto, asceso al cielo, presenta al Padre incessantemente per noi. L’ora è giunta: perché dentro le circostanze storiche del tradimento e della imminente sentenza di morte, la radice di tutto quel che si compie sta, eternamente, nella intima relazione tra il Padre e il Figlio. È qui tutto il senso di quello scambio di glorificazione, di rinuncia a sé perché l’altro sia, che sarà la morte e risurrezione di Gesù; affinché il suo dare la vita sulla croce sia piena e incondizionata adesione alla volontà del Padre, Gesù chiede che il Padre riconosca, con la risurrezione, che in quell’atto di offerta per amore si nasconde e si rivela perfettamente e insuperabilmente il vero volto di Dio. È uno scambio di riconoscimento e di donazione di vita che dall’intima relazione tra il Padre e il Figlio sovrabbonda verso i discepoli, e verso tutti. Il potere di giudicare ogni uomo che il Padre ha dato a Gesù, ha come fine la comunicazione della sovrabbondanza di vita che sgorga dalla comunione tra il Padre e il Figlio. E la vita eterna è sovrabbondante di Dio comunicata agli uomini è il coinvolgimento degli uomini nella comunione con il Padre attraverso l’opera di Gesù, tutta condensata in questo: consegnare ai discepoli il vero volto di Dio. In questo momento tutto si ricapitola: Gesù legge tutta la sua esperienza con i discepoli come un dono del Padre, essi stessi sono un suo dono. E in questo modo essi sono coinvolti nella relazione di amore e di gratuità del Padre e del Figlio perché in essa facciano esperienza e conoscano il vero volto di Dio. Tutto il mondo è preceduto da questo legame di amore e ad esso tende come al proprio senso ultimo. “Ora Padre glorificami davanti a te con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse”.