Collatio 13-11-2019

Giovanni 19,7-12

Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».
All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?».

Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande». Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare».

Lo spostamento che i Giudei fanno dalla accusa a Gesù di farsi re a quella di farsi Figlio di Dio riempie di paura Pilato. Il suo senso religioso lo spinge a chiedersi, con un misto di rispetto e di angoscia, se quello che ha per le mani, e del quale deve decidere la sorte, non sia un “figlio di Dio”, e quindi se non stia rischiando, secondo la sua concezione, di mettersi contro il volere capriccioso e tirannico degli dei, condannando un loro protetto. Per questo la domanda di Pilato a Gesù, rientrato nel pretorio, (“di dove sei tu?”) non riceve nessuna risposta: il Padre celeste di cui Gesù è testimone, è il Dio della vita, che dona salvezza al mondo, non ha nulla a che fare con la proiezione religiosa di Pilato! Ma davanti al silenzio di Gesù Pilato trasforma la sua paura in sfogo, intimidazione, minaccia, prova di forza. Sembra quasi vergognarsi di avere per un momento sospettato che Gesù sia davvero qualcosa di più di quel poveraccio che ha davanti. “Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?”; ecco il falso potere del mondo: decidere della morte! Gesù ora risponde: il suo silenzio e la sua mite eccettazione di ciò che gli viene imposto ha un significato più grande. Gesù non sta acconsentendo al male e all’ingiustizia che subisce, ma alla volontà di salvezza e di amore del Padre. C’è chi ha una responsabilità più grande di quella di Pilato: il popolo di Dio che rifiuta e mette a morte il suo inviato. Ma tutto quel che accade è comunque avvolto da un potere più grande e da una volontà di bene di Dio che nessun potere umano potrà far fallire. La decisione di Pilato di rimettere in libertà Gesù dovrà ora fare i conti con una nuova, decisiva offensiva dei Giudei: l’ultima carta è quella di insinuare una incoerenza in Pilato stesso, una sua sospetta indulgenza davanti alle pretese regali di Gesù che mette in dubbio la sua fedeltà a Cesare!