Collatio 7-1-2020

Isaia 40,25-31

«A chi potreste paragonarmi,
quasi che io gli sia pari?» dice il Santo.

Levate in alto i vostri occhi e guardate:
chi ha creato tali cose?
Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito
e le chiama tutte per nome;
per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza
non ne manca alcuna.
Perché dici, Giacobbe,
e tu, Israele, ripeti:
«La mia via è nascosta al Signore
e il mio diritto è trascurato dal mio Dio»?

Non lo sai forse?
Non l’hai udito?
Dio eterno è il Signore,
che ha creato i confini della terra.
Egli non si affatica né si stanca,
la sua intelligenza è inscrutabile.

Egli dà forza allo stanco
e moltiplica il vigore allo spossato.

Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;

ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi.

L’imparagonabilità di Dio alle sue creature è cosa nota ad Israele, che sembra però faticare ad “alzare gli occhi e guardare”. Non basta “sapere”. Occorre rinnovare la memoria viva della grandezza di Dio che non è sottoposto al potere degli astri (venerati dai Babilonesi) ma li guida con “il vigore della sua forza” come un obbediente esercito al suo comando. Ma Israele dice e ripete nel suo lamento di sentirsi abbandonato da Dio. Israele non è idolatra, eppure la sua fede nel Dio creatore è divenuto solo un contenuto da credere, e non un’esperienza di affidamento nel Signore. Lui che, come Israele sa bene (“non lo sai forse? non lo hai udito?”), “ha creato i confini della terra”, può oggi soccorrere e creare una storia nuova con il suo popolo, stanco e scoraggiato. Forse anche tante nostre stanchezze non sono altro che il senso di essere lasciati a noi stessi; non si tratta di conservare inerte il contenuto della fede nel Dio creatore, ma di cogliere oggi, nella nostra esperienza tante volte affaticata e dispersa, la novità instancabile e giovane dell’agire di Dio che crea, e ricrea e si prende cura di ogni cosa, tanto più di noi suoi figli. Noi ci stanchiamo, inciampiamo e cadiamo, per quanto pensiamo di essere forti, consapevoli, adulti… “ma quanti si fidano del Signore riacquistano forza…” e sanno rialzarsi; perché in fondo non sono altro che i nostri progetti a stancarci, e a stancare Dio e gli altri (cfr. Is 7,10-13!): perdiamo forza nel perseguire ostinatamente o mollemente la nostra volontà di auto-salvezza. E’ affidandoci al Signore e mettendoci a servizio della sua volontà, divenendo collaboratori della sua opera nel mondo, che siamo riempiti di un’altra forza, che ci fa camminare senza stancarci, anzi ci fa volare, ci fa correre senza affanni: “corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore” (Sal 118,32).