Collatio 28-1-2020

Isaia 45,9-17

Guai a chi contende con chi lo ha plasmato,
un vaso fra altri vasi d’argilla.
Dirà forse la creta al vasaio: «Che cosa fai?»
oppure: «La tua opera non ha manici»?

Guai a chi dice a un padre: «Che cosa generi?»
o a una donna: «Che cosa partorisci?».

Così dice il Signore,
il Santo d’Israele, che lo ha plasmato:
«Volete interrogarmi sul futuro dei miei figli
e darmi ordini sul lavoro delle mie mani?

Io ho fatto la terra e su di essa ho creato l’uomo;
io con le mani ho dispiegato i cieli
e do ordini a tutto il loro esercito.

Io l’ho suscitato per la giustizia;
spianerò tutte le sue vie.
Egli ricostruirà la mia città
e rimanderà i miei deportati,
non per denaro e non per regali»,
dice il Signore degli eserciti.
Così dice il Signore:
«Le ricchezze d’Egitto e le merci dell’Etiopia
e i Sebei dall’alta statura
passeranno a te, saranno tuoi;
ti seguiranno in catene,
si prostreranno davanti a te,
ti diranno supplicanti:
“Solo in te è Dio; non ce n’è altri,
non esistono altri dèi”».

Veramente tu sei un Dio nascosto,
Dio d’Israele, salvatore.

Saranno confusi e svergognati
quanti s’infuriano contro di lui;
se ne andranno con vergogna
quelli che fabbricano idoli.

Israele sarà salvato dal Signore
con salvezza eterna.
Non sarete confusi né svergognati
nei secoli, per sempre.

Ecco cosa fa la parola di Dio: ci fa cambiare prospettiva! Mentre ci accaloriamo con tutta la gravità delle nostre rimostranze, e ci prendiamo sul serio in ciò che riteniamo giusto, e ci indigniamo e offendiamo… il Signore ride! Non con la sufficienza sprezzante di un padrone, ma con la forte e amorevole condiscendenza di un padre, come con Giona (Gn 4), perché in quel momento non ci rendiamo conto degli orizzonti ben più ampi del mondo e della storia rispetto alle nostre povere visioni e preoccupazioni. Le vicende dei popoli e degli uomini non sono sottoposte ai rigidi schemi che ci prefiguriamo e di cui ci convinciamo: il Signore, creatore di ogni cosa e salvatore, agisce dentro la storia con piena libertà, al di là delle nostre lamentele e recriminazioni, per un bene più grande che noi neppure immaginiamo! Anche con Ciro non c’è un contratto di reciproco scambio con Dio (“non per denaro e non per regali”): l’imprevedibile ingresso di Ciro sul palcoscenico della storia è misteriosamente condotto da Dio per la salvezza e la liberazione del suo popolo, per la sua sola e insindacabile signoria. E’ così dunque: non c’è liberazione se non a partire dal riconoscimento della libertà sovrana di Dio sul mondo e sulla storia. Altrimenti siamo bloccati dentro le leggi di necessità che regolano ogni cosa e la nostra vita: ma il Signore, e l’azione del suo Spirito non sono legati! E proprio così aprono anche a noi spazi impensabili di libertà, di bellezza, di gratuità, di dono. E infatti anche qui la liberazione non riguarda semplicemente Israele, ma coinvolge gli altri popoli, per passare dalle “catene” della schiavitù al riconoscimento di Colui che, unico Dio, agisce libero e sovrano nella storia proprio a partire dal piccolo popolo scelto. E così tutti, davanti al suo mistero, membri del suo popolo e genti lontane, possiamo confessare che non conosciamo davvero il Signore, e le vie nascoste della sua presenza e azione, finché egli stesso si rivela a noi, sempre nuovamente, portando una salvezza che è sempre dono. E allora… smettila di lamentarti e di pensare che la vita (cioè Dio) sia ingiusta con te! “Saranno confusi e svergognati quanti s’infuriano contro di lui!”; sì, farai proprio una figuraccia quando apparirà a tutti quanto il Signore ti ama, ti viene incontro, si prende cura di te, e conduce ogni cosa ad un bene che tu neanche sospetti! Chi spera nel Signore, e rinnova ogni giorno la sua lode e il suo rendimento di grazie “non sarà confuso né svergognato, nei secoli, per sempre”.